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Vania Lucia Gaito

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Vania Lucia Gaito

Lug24

La signora Nerina e la ministro Grillo

Cara ministro Grillo,

quella che voglio raccontarle è la storia della signora Nerina.

La signora Nerina era una professoressa di matematica. Una di quelle rarissime insegnati di quest’odiata materia che però ha avuto il dono di restare nei ricordi e nel cuore di moltissimi suoi studenti. Anche oggi che la professoressa ha quasi 82 anni.

La signora Nerina ha avuto la sfortuna, cinque anni fa, di ammalarsi gravemente. Di vasculopatia cerebrale. Complicata da una forma assai seria di labirintite e, chiaramente, dalla demenza vascolare. Lei è un dottore e non c’è bisogno che le dica altro.

La signora Nerina è stata ricoverata per sei mesi, tra degenza in terapia intensiva per complicazioni dopo l’episodio acuto, il reparto e la riabilitazione. Poi è tornata a casa. Vede, la professoressa campa con la pensioncina con cui lo Stato gratifica quelli che l’hanno servito per quarant’anni, e ha un figlio, insegnante anche lui. Ma precario. Anche se quel figlio ha cinquant’anni.

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Lug20

Palermo, capitale del degrado

Facciamo due passi, vi va?
Lo so, siamo a Palermo e ci sono più di trenta gradi, ma voglio mostrarvi le infinite meraviglie che regala la città. Specialmente a voi, che ci venite per la prima volta.
Andiamo verso il centro, il più grande centro storico di tutta Europa, ricco di bellezze architettoniche e monumenti. Venite, venite, vi faccio strada io, se no rischiate di perdervi.
Questa è via Roma. L’hanno costruita centocinquant’anni fa e all’epoca era una chicca, un gioiellino: palazzine liberty o in stile eclettico, negozi coi tetti alti a volta o a vela, boutique per signore e caffè. Per costruirla, vennero abbattuti il Palazzo Arezzo di Celano, Palazzo Monteleone, i giardini dell’Olivella. Esperienze architettoniche di pregio, di cui rimane traccia solo in vecchie foto e in ancora più vecchi dipinti. I Ciancimino ci sono sempre stati, a Palermo, sapete? Anche se magari si chiamavano in un altro modo.

No, no, tutta non la possiamo percorrere: ci sono i lavori. Ci sono sempre i lavori. Fanno parte del dna della città, delle attrazioni turistiche. Noi il senso della sorpresa lo manteniamo così: ogni tanto apriamo un cantiere qua e là, che magari durerà anni, ma serve a fare anche percorsi alternativi, no? Ecco, svoltiamo per di qua, per via Livorno. A pochi passi da qui, c’è il Grand Hotel Piazza Borsa. Ecco, qui potete ammirare una vecchia cisterna di eternit abbandonata e coperta da altri rifiuti. Le fa compagnia un’altra cisterna, però di plastica, assi e materiale di risulta, e più in là una vecchia poltrona rivoltata. Per la comodità del turista.

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Lug19

Due pesi

Ieri mi chiedevo come facesse Roberto Saviano a conciliare la legittimazione dei bombardamenti israeliani alla popolazione civile e ai bambini palestinesi con l'indignazione rabbiosa per i migranti morti in mare.
Qualcuno mi ha chiesto se fossi in grado io, di farlo. E mi sono resa conto che un discorso equilibrato e razionale su certi temi è veramente difficile.  

A seconda di chi ti trovi davanti.

Puoi trovarti uno pseudo-razzista, per esempio. Non un razzista vero, si capisce. Uno che semplicemente ha paura di quello che non conosce. Compreso il vicino nuovo che trasloca nell'appartamento accanto. Non è che quello lì creda alla superiorità di una razza e all'inferiorità di un'altra. Non scherziamo. Si sente solo destabilizzato da situazioni nuove, diverse. Vuole il suo quotidiano conformismo. Le sue poche e traballanti certezze sono minate da tutto quello che è diverso dai precetti che crede giusti e ai quali cerca di uniformarsi. Ragiona per concetti semplici, per pensieri preconfezionati. Non suoi, ma inculcati con sapienza.
Non dipende dall'intelligenza, questa chiusura, ma dal tipo di personalità.

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Il genocidio del Rwanda

Viaggio nel silenzio

 

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Vania

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Giornalista e psicologa. Collabora con il Fatto Quotidiano, con MicroMega e con alcuni quotidiani statunitensi. Ha pubblicato i volumi Il genocidio del Rwanda. Il ruolo della Chiesa cattolica (L'Asino d'Oro, 2014) e Viaggio nel silenzio. I preti pedofili e le colpe della Chiesa (Chiarelettere, 2008; seconda edizione Tea, 2010).