Nov21
La Dc e il morso del lupo
Hanno dovuto aspettare quasi vent’anni, ma alla fine il tempo è stato galantuomo. Nascosti fra le pieghe di Forza Italia prima e del Pdl dopo, mimetizzati fra i Ds e il Partito Democratico, imboscati anche fra la Lega, l’Udc e perfino tra le fila di Rifondazione Comunista e di IdV. Da qualche mese sono ricomparsi.
Prima timidamente, in qualche trasmissione televisiva dallo share incerto, poi via via sempre più arditi, fino alla prima serata, nei programmi di punta. Fra i primi, Paolo Cirino Pomicino, condannato a un anno e otto mesi di reclusione per finanziamento illecito (tangente Enimont) e con alle spalle un patteggiamento di due mesi per corruzione per fondi neri Eni. Inoltre è stato coinvolto nella cattiva gestione dei fondi per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (circa 60mila miliardi di lire), ma i reati sono stati prescritti per decorrenza dei termini processuali. Eppure, agli italiani è parso di sentire, al suo manifestarsi, un vago odore d’incenso. Una reminescenza antica, rassicurante, come l’odore delle cartelle di quando noi s’andava a scuola da piccoli e pareva che nulla potesse toglierci la beatitudine dell’innocenza, la sicurezza del futuro, la certezza che domani sarà sempre domenica.
Leggi tutto...
Giu15
Il referendum, la fame e la rabbia
Quello che sto per dire, lo so, mi darà dei nemici. Mi procurerà l’antipatia di molti. E tuttavia, dopo le amministrative e i referendum, la tentazione di ritornare, come vili lumache, nel proprio guscio bavoso, già si sente. Gli italiani dell’impegno a singhiozzo sono pronti a tornare alla normalità, il loro piccolo sforzo lo hanno fatto, il rigurgito di coscienza civica adesso si avvia a spegnersi nella difesa del piccolo privilegio. E’ già accaduto con i festeggiamenti per l’unità d’Italia, del resto. Per due settimane, sull’onda di giornali e televisioni, non si è parlato d’altro. Poi, passata la festa, gabbato lo santo. E sì perché, fatte poche e doverose eccezioni, dell’unità nazionale, del divario tra Nord e Sud, della perpetua colonizzazione operata dal Nord sul Meridione, non se ne parla più. Con buona pace della Lega.
Leggi tutto...
Giu16
Dubbi terroni e certezze padane
Che certe scempiaggini possano uscire dalla bocca degli uomini, lo sapevamo. In un certo qual modo siamo addirittura preparati, pronti. Ma quando escono dalla bocca di una donna, soprattutto da una donna giovane, ci giungono come uno schiaffo. Come nel caso di Jessica-qualchecosa, Miss Padania 2011.
Senza eccessivamente soffermarci su certi capolavori di arte retorica, oppure sulla “faticaccia” che è stata per la liceale bergamasca quella “settimana intera di prove su prove” e sulla “grandissima soddisfazione” per aver “imparato tantissime cose”, basti sapere che la biondina diciottenne sente di “essere cresciuta”, attraverso questa esperienza, “nel carattere”. Manco fosse partita per un paio di mesi con Emergency!
Leggi tutto...
Mag20
Grillo si è fermato a Eboli
E’ indiscutibile: hanno vinto loro. Loro, i grillini, anzi quelli del Movimento 5 Stelle, ché a chiamarli grillini s’offendono, se non s’offendono storcono il naso. E ora tutti a tesserne lodi sperticate. Gli stessi che fino alle scorse regionali li liquidavano con quel mezzo sorriso di scherno e sufficienza. Adesso eccoli lì, a blandirli: perché i numeri dei grillini (mi perdoneranno, ma per economia continuerò a chiamarli così, senza alcun intento denigratorio) fanno gola, oltre che paura.
Però, a guardare da vicino i risultati di queste amministrative, si delinea una differenza netta, nettissima, tra le preferenze che il 5 Stelle ha ricevuto nel centro-nord e quelle ricevute al sud e nelle isole. Il dato reale che emerge dai risultati del Movimento dovrebbe dare adito a riflessioni: come Cristo, anche Grillo s’è fermato a Eboli. Anzi, qualche centinaio di chilometri più su.
Leggi tutto...
|
|