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Le amministrative di Palermo, condite da una campagna elettorale al vetriolo, singolarmente sono state poco o per nulla correlate con le situazioni politiche nazionali. Vediamo di sopperire alla mancanza, partendo dall’inizio. Magari dalle primarie.
La prima esclusa dalla competizione elettorale è stata proprio lei, quella che sembrava la grande favorita: Rita Borsellino. Rispetto al 2006, quando si presentò alle elezioni regionali contro Totò Cuffaro, la sua popolarità è in caduta libera. Eletta al parlamento europeo nelle fila del PD, la signora è praticamente scomparsa dalla scena politica locale. Eppure, il Partito Democratico e SEL decidono di proporla alle primarie. Perché? I maligni sussurrano che Bruxelles è lontana, e fare su e giù ad una certa età è stancante. In realtà, Rita Borsellino rappresentava l’unico possibile candidato che potesse essere visto come appartenente alla cosiddetta società civile (fantomatica entità) e quindi condensare i consensi attorno ad una sinistra che in terra siciliana è stata sempre sconfitta.




Anche quest’anno, nelle dichiarazioni dei redditi degli italiani, la scelta di devolvere l’otto per mille non ha proposto molte alternative. Si tratta di una torta che vale centinaia di milioni di euro, ma a spartirsela sono soltanto sei confessioni religiose. A fare la parte del leone è la Chiesa cattolica, che anche questa primavera, come ogni anno, ha inondato le tv di spot, prendendo alla lettera l’evangelico “chiedete e vi sarà dato”. Oltre allo Stato italiano e alla Chiesa cattolica, sono solo altre cinque le confessioni ammesse a beneficiare del contributo dalla dichiarazione dei redditi: la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la Chiesa evangelica luterana in Italia e l’Unione delle comunità ebraiche italiane. E le altre religioni, che in molti casi possono contare su moltissimi fedeli nel nostro Paese, come mai non possono essere scelte per l’otto per mille?




Giornalista, psicologa, animalista. Non necessariamente in quest'ordine.