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Vania Lucia Gaito

JA slide show
 

Vania Lucia Gaito

Mag14

Palermo: un'analisi politica

Le amministrative di Palermo, condite da una campagna elettorale al vetriolo, singolarmente sono state poco o per nulla correlate con le situazioni politiche nazionali. Vediamo di sopperire alla mancanza, partendo dall’inizio. Magari dalle primarie.

La prima esclusa dalla competizione elettorale è stata proprio lei, quella che sembrava la grande favorita: Rita Borsellino. Rispetto al 2006, quando si presentò alle elezioni regionali contro Totò Cuffaro, la sua popolarità è in caduta libera. Eletta al parlamento europeo nelle fila del PD, la signora è praticamente scomparsa dalla scena politica locale. Eppure, il Partito Democratico e SEL decidono di proporla alle primarie. Perché?  I maligni sussurrano che Bruxelles è lontana, e fare su e giù ad una certa età è stancante. In realtà, Rita Borsellino rappresentava l’unico possibile candidato che potesse essere visto come appartenente alla cosiddetta società civile (fantomatica entità) e quindi condensare i consensi attorno ad una sinistra che in terra siciliana è stata sempre sconfitta.

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Mag03

Sociologia elettorale

Studiare la gente durante una campagna elettorale, soprattutto se le elezioni sono quelle amministrative, è più istruttivo dell’opera omnia di Weber e Durkheim messi insieme. Nessuno è immune alla febbre propagandistica, perfino quelli che hanno fatto della propria astensione una bandiera da sventolare con ottuso orgoglio.

Sia chiaro, ben pochi son quelli che si leggono il programma dei candidati (quelli che ce l’hanno, perché in molti han deciso di fare senza e si limitano a ululare qualche frase fatta, salvo poi essere colpiti da una specie di labirintite fulminante quando si chiede loro qualche dettaglio), ancora meno sono quelli che ci credono.

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Ago18

Otto per mille, una torta per pochi

Anche quest’anno, nelle dichiarazioni dei redditi degli italiani, la scelta di devolvere l’otto per mille non ha proposto molte alternative. Si tratta di una torta che vale centinaia di milioni di euro, ma a spartirsela sono soltanto sei confessioni religiose. A fare la parte del leone è la Chiesa cattolica, che anche questa primavera, come ogni anno, ha inondato le tv di spot, prendendo alla lettera l’evangelico “chiedete e vi sarà dato”. Oltre allo Stato italiano e alla Chiesa cattolica, sono solo altre cinque le confessioni ammesse a beneficiare del contributo dalla dichiarazione dei redditi: la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la Chiesa evangelica luterana in Italia e l’Unione delle comunità ebraiche italiane. E le altre religioni, che in molti casi possono contare su moltissimi fedeli nel nostro Paese, come mai non possono essere scelte per l’otto per mille?

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Vania

Author Giornalista, psicologa, animalista. Non necessariamente in quest'ordine.
Collabora con Il Fatto Quotidiano, con Micromega e con alcuni quotidiani statunitensi.
Nel 2008 ha pubblicato Viaggio nel silenzio, per Chiarelettere.